L’Aquila, 16-08-2009

Con un applauditissimo spettacolo nell’auditorium della scuola della Guardia di finanza di Coppito, si e’ appena chiusa la giornata di Roberto Benigni all’Aquila.
Accolto da piu’ di mille persone, mentre altre ottocento lo seguivano su un maxischermo nella palestra adiacente, il premio Oscar e’ entrato in sala da par suo, saltellando sulle poltrone della prima fila e lanciando fiori al pubblico: “Mi verrebbe voglia di saltarvi addosso – ha esordito -, di prendere il primo che capita e baciarlo sulla bocca. Anche le pietre di questa citta’ bacerei”.
Poi l’immancabile battuta sul premier Berlusconi: “E’ come l’Italia: giusto o no che sia, e’ il mio Paese. Sbagliato o sbagliato che sia, e’ il mio presidente. Ma non vi preoccupate, perche’ manterra’ le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero e con poco trucco, come piace a lui, e glielo abbiamo raccomandato”. Per chiudere, Benigni ha recitato il monologo di Ulisse dal canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia: “Spero di tornare quando la ricostruzione sara’ avvenuta, per gioire con voi e andare tutti insieme a riveder le stelle”, ha concluso l’attore, citando l’ultimo verso del Purgatorio di Dante, quello che prelude al Paradiso.
Ma quella di Benigni