Di Antonio Ciano Aldo Cazzullo,giornalista da loggia o da sinagoga,scrittore e storico di regime, che in altre condizioni non avrebbe potuto scrivere nemmemo sulla Gazzetta di Roccacannuccia, ha propinato agli italiani una “sciofeca” dal titolo emblematico “Viva l’Italia”,pensando,furbescamente,di poter vendere centinaia di migliaia di copie agli ignari italiani. Addirittura, ha pure il coraggio di lamentarsi,che soprattutto dal Sud, gli siano arrivate contumelie e reazioni polemiche. Cazzullo,su “Sette” settimanale del ” Pompiere della Sera”, giornale della Casta padana,da sempre antimeridionalista, a volte anche razzista, ha anche il coraggio di scrivere che ha ricevuto centinaia di e mail in cui c’era di tutto. Cazzullo non immaginava di arrivare a tanto:antiche canzoni dei briganti,canzoni che invitano a sgozzare l’invasore piemontese,preghierse di ritorno dei Borbone, fanntasiose ricostruzioni storiche in cui il Regno delle Due Sicilie era la terza potenza mondiale e si chiede perch
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