di Franco Cardini

A proposito delle elezioni presidenziali e regionali tenutesi in Afghanistan il 20 agosto scorso, nonostante le incertezze relative ai risultati definitivi, alla correttezza delle procedure e allo stesso esito sostanziale (Hamid Karzai parrebbe essere confermato presidente senza bisogno di ballottaggio, ma il suo rivale Abdullah Abdullah rivendica a sua volta la vittoria e denunzia brogli e violenze), il parere quasi unanime dei media occidentali