Per gli studenti fuori sede, studiare all’Universita’ puo’ costare fino a sette volte in piu’ rispetto a chi studia nella propria citta’ di residenza. “Uno studente italiano ‘fuori sede’ spende fino a 6.958 euro annui in piu’ rispetto a uno che studia in sede, che fra tasse, libri e trasporti spende in media poco meno di 1.200 euro l’anno”. E’ quanto sostiene l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori in uno studio sulle spese sostenute dagli studenti universitari, che rileva come a pesare siano soprattutto gli affitti. “E’ l’affitto la voce piu’ costosa per uno studente ‘fuori sede’, che, insieme alle spese accessorie (riscaldamento, condominio, energia, ecc.), raggiunge mediamente 4.982 euro annui se sceglie di vivere in singola, e 3.756 euro annui se, invece, sceglie di condividere una stanza con altri studenti. Dividendo l’Italia in macro-regioni si scopre che e’ il Centro ad avere le spese per la casa (affitto+mantenimento) piu’ alte, pari a 5.544 euro annui per una stanza singola e 4.194 euro annui per una stanza condivisa. Piu’ economico, invece, risulta il Sud con una spesa pari al 31% in meno rispetto al Centro, per quanto riguarda la stanza doppia e del 34% in meno relativamente alla singola”. Secondo Rosario Trefiletti, il presidente dell’associazione, “a potersi permettere di studiare fuori sede, quindi, e’ o il figlio del solito gioielliere/albergatore/notaio/ecc. o un qualsiasi studente che, tuttavia, pur di frequentare la facolta’ desiderata, e’ costretto a lavorare per mantenersi, allungando, cosi’, nella maggior parte dei casi, i tempi necessari per laurearsi”.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





