Il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti ha preso visione e approfondito il documento proposto dalla Banca d’Italia in consultazione pubblica sulla ”Trasparenza delle operazioni e dei Servizi bancari e finanziari”. Il parere del CNCU ripercorre la crescente attenzione per la tutela e la protezione del consumatore e l’importanza del principio della trasparenza, ”introdotta per un duplice scopo: consentire una scelta libera, informata e consapevole da parte dell’utente e, al contempo, favorire, attraverso la comparabilita’ immediata tra le varie offerte, la concorrenza tra le imprese del credito”. L’excursus legislativo serve per esprimere un parere critico nei confronti del documento della Banca d’Italia: per il CNCU questo infatti appare ”voler eludere alcuni capisaldi delle norme imperative sulla trasparenza e la sua voluminosita’ allontana dalla semplicita’ e dalla chiarezza”. Per il CNCU, se e’ vero che il documento della Banca d’Italia prevede ”notevoli innovazioni” rispetto alla normativa del 2003, la proposta ”non sembra pero’ cogliere fino in fondo le necessita’ che il consumatore-cliente bancario manifesta oggi nei confronti del proprio interlocutore”.
Il CNCU parla al riguardo dell’asimmetria del rapporto fra cliente e banca. Si legge infatti nel parere: ”Non sembra che il documento colga fino in fondo la doppia necessita’ di riequilibrare (almeno parzialmente) le asimmetrie presenti nel rapporto banca-cliente e di approntare una maggiore tutela del contraente debole. In alcuni casi, addirittura, nel documento in esame si presume una ”professionalita”’ del cliente che, invece, deve essere verificata sia all’inizio del rapporto che nel corso dello stesso. A solo titolo esemplificativo si ricorda la ”vicenda mutui”, dove il cliente ha effettuato scelte sempre sostanzialmente sbagliate (tasso variabile quando era piu’ che opportuno scegliere il tasso fisso e viceversa, scelte di surrogazione e/o rinegoziazione sull’onda emotiva e non razionale). Per un verso l’assistenza ai clienti e’ stata scarsa, per altro l’avverso l’applicazione di norme (Legge 40/07) e’ stata ritardata di oltre un anno sulla base di interpretazioni di parte (contraente forte) e, una volta risolti i ”dubbi” con ulteriori leggi e procedure di sistema, nulla e’ stato fatto per un ristoro ai mutuatari che avevano dovuto sottostare ad interpretazioni della legge successivamente cassate”. Altra critica rivolta dal CNCU riguarda la mancata previsione di sanzioni in caso di violazione delle norme.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





