Fra tariffe in aumento, forti differenze da citta’ a citta’, acquedotti che continuano a perdere acqua e livelli di morosita’ in salita a causa crisi economica. E’ impietosa la fotografia del servizio idrico in Italia scattata dall’indagine Federconsumatori-Creef (Centro ricerche economiche, educazione, formazione) e presentata oggi a Roma nell’ambito del convegno “Le politiche tariffarie di investimento e qualita’ nel servizio idrico integrato, i nuovi scenari con la Legge Ronchi 135/09 e le iniziative referendarie e legislative”.
Dal 2003 si registrano aumenti medi annui per consumo domestico di 200 m3 l’anno per utenza che variano da piu’ 5,15% del 2003 all’attuale 6,2% del 2010. Per ogni citta’ c’e’ una tariffa diversa: per un consumo medio annuo pari a 200 m3 l’utente domestico paga mediamente 285,37 euro l’anno. A Milano pero’ si paga una bolletta annua di poco piu’ di 107 euro mentre a Firenze si spendono oltre 447 euro. Le tariffe sono diverse per motivi differenti, che vanno dall’efficienza di chi eroga il servizio alla concentrazione dell’utenza, dai chilometri di rete alle perdite di rete, al livello di investimenti.
Il convegno ha rappresentato anche l’occasione per presentare i dati di un’indagine sulle Carte di servizi nel settore idrico dalla quale emerge una grande variabilita’ nell’applicazione della normativa e nella determinazione degli standard nelle 52 citta’ campione.
“La variabilita’ esistente – e’ la conclusione cui arriva l’indagine – va possibilmente ridotta in quanto ingiustificata e deve quindi essere posto all’attenzione delle autorita’ di settore, locali e nazionali, attuali o future, il compito di provvedere a omogeneizzare l’applicazione delle norme sul territorio”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it