Una clamorosa denuncia alla Commissione Europea contro lo Stato italiano e’ partita oggi dal Codacons, con la richiesta di avviare una procedura di infrazione contro il nostro Paese per la mancata attuazione delle direttive europee che impongono di dare una adeguata remunerazione a migliaia di laureati che frequentano le scuole di specializzazione di medicina. Sono pronti a partire anche una serie di esposti in Procura da parte dei giovani con laurea diversa da medicina, che dal 2008 possono frequentare le specializzazioni in medicina e sono costretti a lavorare a tempo pieno nelle universita’ e negli ospedali universitari senza prendere un solo euro.
”La denuncia – spiega il Codacons – presentata in tutti gli uffici dell’ispettorato del lavoro dove hanno sede gli atenei per il reato di evasione contributiva, e’ a carico dei rettori che rischiano cosi’ una severa condanna penale. Come e’ noto, infatti, gli specializzandi non medici, pur essendo assoggettati allo stesso identico regime di obblighi e doveri degli specializzandi medici, non ricevono alcuna remunerazione, ne’ tanto meno alcuna copertura previdenziale, diversamente dagli specializzandi medici”.
Mentre gia’ centinaia di specializzandi hanno scaricato i moduli dell’esposto da inviare alla Commissione Europea e all’ispettorato del lavoro, inviando una mail a specializzandinonmedici@codacons.it, il Codacons organizza una mega azione collettiva in Tribunale e chiede che lo Stato italiano sia condannato a erogare 25.000 euro l’anno per ciascun anno di durata della singola scuola di specializzazione, oltre al versamento dei contributi previdenziali, per un totale di circa 2 miliardi di euro.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





