Sempre piu’ consumatori si vedono recapitare a casa, con loro grande sorpresa, le piu’ svariate merci. Nelle lettere che accompagnano tali invii si legge che non si tratta di un generoso regalo, ma bensi’ di una sottospecie di invito all’acquisto del prodotto da parte del venditore.
Se il prodotto piace al consumatore, questi e’ invitato a pagare il prezzo d’acquisto; in caso contrario lo si invita a rispedire la merce al mittente entro un dato periodo.
I consumatori non sono infastiditi soltanto dal tempo questo ”obbligo” gli fa perdere, ma anche per le spese di spedizione che bisogna affrontare.
Ebbene ”i dubbi dei consumatori sulla correttezza di questo modus operandi non sono infondati: infatti il Codice del Consumo classifica l’invio di merce non ordinata, con contemporanea imposizione di obblighi ai consumatori, quale pratica commerciale aggressiva (e pertanto non ammessa). Queste pratiche rientrano fra le pratiche commerciali sleali, che l’Antitrust sanziona di volta in volta, imponendo anche sanzioni cospicue”, scrive il Ctcu, Centro tutela consumatori e utenti.
La legge stabilisce che ”E’ considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o
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