L’Adoc contesta il probabile sciopero dei calciatori previsto per il prossimo weekend perche’ rappresenta ”un’offesa a tutte le famiglie italiane che vivono una profonda crisi economica”.
”E’ assurdo che i calciatori scioperino, cosi’ si offendono migliaia di famiglie italiane che stanno lottando contro la crisi – dice Carlo Pileri, il presidente dell’Adoc -. Le richieste avanzate dall’Aic possono risultare anche legittime, ma vogliamo ricordare che si sta parlando di una categoria privilegiata che guadagna, in media, il 2500% in piu’ di un lavoratore italiano. In un periodo in cui avanza la disoccupazione, in cui i redditi e i consumi calano drasticamente e la terza settimana e’ diventata un problema per una famiglia su tre, crediamo che lo sciopero indetto abbia il sapore di una presa in giro per milioni di onesti e tartassati lavoratori italiani. Gli stessi lavoratori che nel calcio ripongono buona parte dei loro sollievi e dei loro momenti di felicita’ e distacco da una realta’ che li vede economicamente in estrema difficolta’”.
“Inoltre – continua la nota – lo sciopero va a creare un danno economico a quanti hanno speso parte dei loro soldi per stare vicino alla squadra del cuore, allo stadio o in televisione. Loro forse hanno meno diritti dei calciatori o forse meritano un maggiore rispetto e impegno da parte di questi ultimi? Se i calciatori vogliono far sentire veramente la loro voce, invece di mettersi a battere i piedi come grandi bambini viziati abbandonino per una settimana il loro mondo dorato e si mettano a lavorare 8-10 ore al giorno come i tifosi che li amano. Forse in questo modo capiranno com’e’ fatto il mondo che li circonda e che li sostiene e tante pretese probabilmente verrebbero ridimensionate”.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





