Sono diverse le reazione delle associazioni dei consumatori alla relazione annuale dell’Agcom: all’apprezzamento si accompagna la richiesta di maggiori poteri sanzionatori, di una banda larga che non sia privilegio di pochi, di determinazione nel settore radiotelevisivo ma anche di riduzione delle pratiche commerciali scorrette.
Apprezzamento per la relazione viene espresso da Federconsumatori e Adusbef che sottolineano ”il richiamo necessario ed indispensabile per una tv di qualita’, basata sulla trasparenza e sul pluralismo dell’informazione. Anche se, su questa importante questione, avremmo voluto – rilevano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, i presidenti delle 2 associazioni – una maggiore determinazione nella denuncia, in quanto riguarda un diritto fondamentale dei cittadini”.
L’Adiconsum sottolinea invece le truffe ai danni dei consumatori nel settore delle telecomunicazioni: ”Nel settore della telefonia i consumatori sperano che nel prossimo futuro si riducano tutte quelle pratiche commerciali scorrette degli ultimi anni. Resta il bisogno di una forte autorita’ di regolazione soprattutto in questa fase di passaggio al digitale e di rilevanti cambiamenti nel settore delle comunicazioni”.
La larga banda e’ al centro dell’attenzione anche dell’Unione nazionale consumatori. ”In Italia e’ una necessita’, soprattutto per la pubblica amministrazione che deve informatizzarsi adeguatamente per offrire ai cittadini servizi degni di un paese realmente civile secondo il progetto preannunciato dal ministro Brunetta” ha detto Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unc.
Il Movimento difesa del cittadino sottolinea invece la necessita’ di inasprire le sanzioni. ”Siamo consapevoli che l’Autorita’ ha fatto molto nell’ultimo anno. Purtroppo, pero’, gli importi delle sanzioni sono risibili, se commisurate alle truffe perpetrate e ai bilanci dei grandi operatori di Tlc” denuncia Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento Nuove Tecnologie e Servizi a rete di Mdc.
”Ci conforta vedere che finalmente una Autorita’ di garanzia interviene, anche se in ritardo, denunciando a gran voce e duramente quanto diciamo, inascoltati, oramai da troppo tempo”. Questo il commento di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, in merito alla ”bocciatura” per l’informazione televisiva dell’Autorita’ garante per le comunicazioni.
In relazioni alle dichiarazioni di Calabro’ e del Viceministro alle Comunicazioni Romani, secondo i quali sarebbe possibile un anticipo dello spegnimento definitivo della tv analogica rispetto alla data del novembre 2012, il Codacons dice no al passaggio fino a che almeno la Rai non assicuri un grado di copertura del servizio pari al 99 per cento della popolazione per ciascuna delle tre reti televisive nazionali. Per il Codacons, cioe’, bisogna garantire come minimo quanto era previsto nell’ultimo Contratto di Servizio con la Rai per il segnale analogico.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





