Maglia nera all’informazione, processi ancora lenti e italiani con scarsa fiducia nei confronti degli avvocati e del sistema giudiziario. Negato il diritto a un processo celere e all’accesso all’informazione, con una scarsa applicazione dell’istituto del Gratuito patrocinio. E’ questa la fotografia che emerge dal il rapporto Pit giustizia di Cittadinanzattiva, dal titolo “Grandi opere: la giustizia”, perche’ la tesi dell’associazione e’ che la giustizia deve essere considerata “come un bene comune dei cittadini e una grande opera per il paese”.
Il Rapporto e’ stato costruito sulla base di 1.930 contatti da parte dei cittadini. “In generale – si legge – chi si rivolge al Pit giustizia chiede informazioni su modalita’ di ricorso alla giurisdizione, risarcimento per i tempi lunghi del processo, ricorso alla giurisdizione europea, tariffe salate. In media, viene chiesta la consulenza nel 57% dei contatti; al secondo posto, l’assistenza nel 22% e infine, le informazioni al 21%”.
I cittadini hanno scarsa fiducia verso gli avvocati e verso il sistema giudiziario. Negato e’ il diritto a un processo veloce, dato che la giustizia italiana si conferma lenta: in media, per un procedimento civile servono 8,4 anni, per un penale 4,5 anni. Il rapporto evidenzia inoltre come nel patrocinio a spese dello Stato l’accesso sia spesso negato e comunque scarso, spesso proprio per carenza di informazioni. In ambito civile, “solo nell’11% dei casi i cittadini risultano essere assistiti da un difensore iscritto alle liste del patrocinio a spese dello Stato. Medesimo discorso si puo’ fare per il penale (solo 10%)”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it