Ieri un’operazione della Dia di Napoli e della Squadra mobile della questura di Caserta ha scoperto un cartello sui prezzi dell’ortofrutta imposto dalle organizzazioni della malavita ai commercianti del Centro-Sud Italia. Una vicenda che ha generato rincari pesanti su frutta e verdura, ai danni dei consumatori.
Il Codacons sottolinea che il Governo ha gia’ in mano una strumento contro le speculazioni e le intromissioni della malavita organizzata nella filiera.
“Si tratta – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – del cosiddetto prezzo anomalo, introdotto dalla legge 231/2005 sull’ortofrutta”. In base all’articolo 2 di questa legge la Guardia di finanza e l’Agenzia delle entrate effettuano controlli mirati a rilevare i prezzi lungo le filiere produttive agroalimentari in cui si sono manifestati, o sono in atto, andamenti anomali dei prezzi.
“Il problema – sottolinea Rienzi – e’ che non e’ mai stato definito dal Governo quale sia il prezzo anomalo, ossia quella alterazione dei listini che dia il potere di intervento a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. Basterebbe definire una percentuale massima di ricarico tra un passaggio e l’altro della filiera, oltre la quale si cadrebbe nel prezzo anomalo e, quindi, in un illecito sanzionabile. Cosi’ facendo non solo si limiterebbero ricarichi sproporzionati dal campo alla tavola, ma si impedirebbe alla mafia di mettere le mani su frutta e verdura”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it