La Corte Costituzionale ha ritenuto in parte infondati e in parte inammissibili i ricorsi presentati da 11 Regioni nei confronti della legge delega sul nucleare. Una decisione che, per Federconsumatori e Adusbef ”butta a mare un pezzo di federalismo” e passa la parola ai cittadini, senza far diventare piu’ breve ne’ agevole il percorso sul nucleare.
”La Corte Costituzionale, bocciando i ricorsi presentati da alcune Regioni in base alla legge che prevede la reintroduzione del nucleare in Italia, ha risolto a favore del governo il conflitto di competenze tra Stato centrale e Regioni, buttando a mare un altro pezzo di federalismo. La parola ora passa ai cittadini, che potranno esprimere in varie forme la propria posizione, in generale partecipando al referendum le cui firme sono state raccolte da alcuni movimenti e, di volta in volta, impianto per impianto, tenendo anche conto delle misure di prevenzione, di controllo e di tutela della salute esistenti nella regione interessata”, commentano le due associazioni.
In ogni caso, si continua a pagare per lo smantellamento dei vecchi impianti. ”Ci spiace constatare che l’unica cosa certa, per i cittadini, e’ che, dopo 24 anni, continuano a pagare l’attivita’ di smantellamento delle vecchie centrali e di immagazzinamento provvisorio dei rifiuti radioattivi – proseguono Federconsumatori e Adusbef – Per il 2010 la messa sotto controllo delle spese di Sogin prevede una spesa, a preventivo, di oltre 188 milioni di euro che gli italiani pagheranno sulla bolletta dell’elettricita’, a cui si aggiungeranno i costi che l’Autorita’ ammettera’ a consuntivo ‘solo se motivatamente, chiaramente e univocamente attribuibili all’attivita’ di smantellamento”’.

fonte: www.tuttoconsumatori.it