“L’accesso ai farmaci necessari e insostituibili rappresenta solo una delle molteplici criticita’ che ancora oggi i malati cronici si trovano a dover fronteggiare quotidianamente, al pari di diagnosi tardive, assistenza territoriale carente, costi privati in crescita anche per la mancata erogazione gratuita di parafarmaci”. Cosi’ Tonino Aceti, coordinatore nazionale delle associazioni dei malati cronici, commenta per Cittadinanzattiva quanto emerso oggi dalla prima conferenza sull’accesso alle cure nelle malattie croniche dalla quale e’ emerso che sono circa 25 milioni i cittadini italiani affetti da una patologia cronica.
“Il paziente cronico – continua Aceti – paga il conto dei piani di rientro e dei tagli al budget in molte Asl e si ritrova con una assistenza a pezzi”. E i costi sostenuti privatamente crescono: in media all’anno quasi 2500 euro per l’acquisto di farmaci necessari e non rimborsati, altri 1600 per l’acquisto di protesi e ausili, circa 850 euro per visite ed esami per tenere sotto controllo la malattia. E ancora: 1.800 euro l’anno per chi necessita di assistenza psicologica e 9400 euro per la badante.
Percio’ Cittadinanzattiva propone di approvare la revisione dei Livelli essenziali di assistenza con particolare riguardo alla revisione dell’elenco delle malattie croniche e invalidanti, di quello delle malattie rare e alla revisione del Nomenclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili; di rivedere il Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa, fermo al 2008, ampliando il numero delle prestazioni per le quali sono individuati i tempi massimi di attesa, definiti a livello nazionale, nonche’ prevedere tempi massimi di attesa anche per tutte quelle prestazioni necessarie al controllo e al monitoraggio delle patologie croniche e rare, che prime visite e prime prestazioni non sono; di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali dell’invalidita’ civile; di aumentare il tetto della spesa farmaceutica complessiva pubblica, con particolare riguardo al tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, riportandolo ai livelli degli anni; e di istituire forme strutturate e permanenti di coinvolgimento delle organizzazioni di tutela del diritto alla salute nell’attivita’ di definizione, implementazione e monitoraggio della politica farmaceutica nazionale e regionale.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





