Il Ctcu vede confermata la sua pluriennale critica rivolta alle banche per gli alti costi da queste praticati nell’offerta dei propri prodotti e servizi. La Ue, infatti, ha confermato che l’Italia e’ il Paese piu’ caro d’Europa in fatto di costi dei conti corrente: un c/c di uso generale costa in media, in Italia, fino a 253 euro, mentre in Bulgaria per uno stesso conto si arrivano a pagare al massimo 27 euro. Per clienti che utilizzano in maniera intensiva il conto, le differenze risultano ancora piu’ marcate: in questo caso si va dai 28 euro (minimo), sempre in Bulgaria, a un ammontare record di costi di 831 euro, appunto in Italia. Secondo la relazione sui servizi finanziari della Commissione Europea vengono inoltre definite come ”problematiche” le seguenti questioni: informazioni poco chiare ed incomplete, oneri nascosti e poco trasparenti, consulenze di cui non ci si puo’ fidare, scarsa propensione della clientela a cambiare banca. La relazione definisce le strutture dei conti correnti bancari come ”molto opache e tali da rendere di fatto impossibile ai consumatori la conoscenza del reale costo dei servizi e poter fare adeguati confronti di offerte”. Solo il 9% dei consumatori nell’Unione hanno cambiato conto corrente nel corso del 2007 e del 2008.
”Anche per quel che riguarda la situazione delle banche locali, molti consumatori si lamentano di costi accessori elevati e di continue spese impreviste”, cosi’ la critica di Walther Andreaus. ”Il vero costo complessivo di un servizio non e’ spesso ne’ conoscibile, ne’ riconoscibile a prima vista. Solo in un secondo momento, quando si tratta di verificare i reali addebiti, il cliente viene a conoscenza del vero prezzo. E’ ora che si ponga fine a questo stato di cose: le banche devono finirla con questa giungla di commissioni e spese varie”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it