Niente piu’ erogazione gratuita dei prodotti aproteici per i pazienti con insufficienza renale cronica da parte delle Asl in Campania: e’ quanto ha deciso la Regione, che ha trasferito con un decreto dello scorso marzo i costi dei dieta aproteica sui pazienti. Protesta la sede locale di Cittadinanzattiva, che insieme a Federfarma Napoli ha proposto alle aziende di fornire cibi gratis per un mese: ”Assodato che devono essere attuate urgentemente misure che consentano alla sanita’ campana di rientrare dal deficit, cio’ non puo’ e non deve avvenire facendo sopportare ulteriori disagi ai cittadini campani”.
”Il costo dei cibi aproteici rischia di generare le basi per un ulteriore aggravamento delle ripercussioni sul bilancio sanitario, perche’ questo tipo di dieta rallenta la progressione della malattia renale: le persone costrette a ricorrere a dieta aproteica a causa di una nefropatia sono circa 8000 e per consentire l’accesso gratuito ai cibi aproteici la Regione Campania ha stanziato nel 2009 4 milioni di euro – spiega l’associazione -. Questo significa prevedere una spesa media annua pro capite di 500,00 euro”.
”Un paziente in dialisi costa (esclusi i costi di ospedalizzazione) invece – prosegue Cittadinanzattiva – circa 35 mila euro l’anno. E’ evidente che un piccolo risparmio nel breve termine puo’ tradursi nel medio-lungo periodo in un pesante aggravio per le casse della sanita’ regionale. Senza contare naturalmente che la qualita’ della vita della persona nefropatica costretta alla dialisi e’ nettamente peggiore rispetto a quella di chi riesce a trovare un suo complessivo equilibrio mediante il ricorso a cibi aproteici parallelamente ad un trattamento farmacologico” conclude l’associazione.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





