L’aumento dei prezzi e delle tariffe ha comportato per le famiglie italiane a reddito fisso, tra il 2002 e il 2009, rincari per 10.270 euro. E’ quanto denunciano Federconsumatori e Adusbef in una nota in cui aggiungono che a tali oneri si andranno a sommare altri 1.118 euro nel 2010.
Secondo le associazioni di difesa degli utenti, dunque, “urgono provvedimenti per restituire potere d’acquisto alle famiglie”. “Da tempi immemorabili Adusbef e Federconsumatori denunciano quello che oggi e’ sotto gli occhi di tutti, e che la Cgil conferma con i dati allarmanti sulla caduta del potere di acquisto dei lavoratori dipendenti”.
Per i consumatori il crollo verticale del potere di acquisto discende dall’ inarrestabile aumento dei prezzi. “Le accuse di speculazione selvaggia e di dati Istat poco condivisibili, avanzate dal 2002 da Adusbef e Federconsumatori, hanno trovato conferma sia nelle autorevoli ricerche di Bankitalia, sia nella ‘confessione’ da parte dell’Istat quando ha iniziato a dare un ulteriore dato sull’inflazione, relativo al cosiddetto carrello della spesa” sostengono Rosario Trefiletti e Elio Lannutti.
Le famiglie a reddito fisso hanno subito, a loro parere, “una ‘rapina’, soprattutto con il pretesto dell’euro e l’effetto trascinamento, dal 2002 al 2008, di 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva, dai generi di largo consumo a quelli di prima necessita’, dai servizi bancari a quelli assicurativi, dalla benzina al gas, dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie, ai rifiuti solidi urbani. Per questo si rende sempre pi