II giudice di pace di Portomaggiore (Fe) ha condannato un rivenditore di cellulari alla restituzione della somma di 279 euro pagata da un consumatore – difeso da Confconsumatori – per un apparecchio difettoso.
Nella sentenza il giudice, oltre a risolvere il contratto di acquisto del cellulare, ha confermato il principio secondo cui “atteso il comportamento della societa’ che, disattendendo le normative che garantiscono il consumatore, non ha sostituito immediatamente il bene difettato, costringendo il cliente a dover adire l’autorita’ giudiziaria per ottenere quanto prescritto dalla legge, si deve condannare la stessa al pagamento delle spese di giudizio”.
“L’errore del negoziante e’ quello di aver negato l’immediata sostituzione del bene al consumatore, tentando di scaricare la responsabilita’ sul produttore. Per questo il giudice lo ha condannato a risarcire il cliente delle spese legali” spiega Confonsumatori, ricordando che la normativa vigente prevede la possibilita’ di essere garantiti dai difetti sui beni acquistati entro i due anni dall’acquisto.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





