La febbre da gioco torna a preoccupare le associazioni dei consumatori che sottolineano la scarsa trasparenza nei meccanismi e nelle possibilita’ di vincita e il rischio di sviluppare una dipendenza da gioco, soprattutto in una situazione di crisi economica. Il Centro tutela consumatori utenti di Bolzano, interviene sul caso del Superenalotto: “L’attuale jackpot di ben 153 milioni di euro e’ il piu’ alto che si sia mai registrato. Di conseguenza sono davvero in gran numero gli scommettitori che tentano una vincita di storiche proporzioni. In tutt’Italia si registrano code agli sportelli di tabaccai, centri scommesse e ricevitorie. Per riuscire ad accaparrarsi l’attuale jackpot del superenalotto – ribadisce l’associazione – bisogna indovinare 6 numeri su 90: la probabilita’ di azzeccarli tutti e’ di 1 su 622.614.630. La probabilita’ di avere anche solo 3 numeri giusti e’ di 1 su 326,71″.
Il Ctcu sottolinea il rischio dei giochi d’azzardo che “sono un vizio con un potenziale di dipendenza in continuo aumento e quindi non solo un vizio, ma anche una piaga. Agli sportelli del Ctcu si stanno moltiplicando le richieste d’aiuto di persone cadute vittime del gioco d’azzardo, e che a causa di cio’ si trovano in situazioni di difficolta’ finanziaria”.
Secondo l’associazione, inoltre, il Superenalotto e’ un gioco particolarmente ingannevole. “L’introduzione di un cosiddetto jackpot roulant e’ senz’altro una delle opere di ingegneria piu’ fini dei manager del lotto. Poiche’, se nessuno vince, il jackpot, anziche’ essere suddiviso in tanti premi piu’ piccoli, si assomma a quello dell’estrazione successiva. A causa di tale meccanismo il montepremi puo’ salire alle stelle, fenomeno questo che si e’ gia’ verificato alcune volte in passato e si sta verificando anche in queste ultime settimane, divenendo cosi’ notizia di ampio risalto sui mass-media”. Serve dunque piu’ trasparenza in tutto il mercato dei giochi perche’ e’ ingannevole pubblicizzare la supervincita senza rendere noto quante sono davvero le possibilita’ di accaparrarsela”.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





