Le associazioni dei consumatori non ci stanno a far pagare ai consumatori italiani il mancato rispetto degli impegni previsti dal protocollo di Kyoto.
“Non si capisce perche’ debbano essere ancora una volta le famiglie in gravissima crisi”, dichiarano Adusbef e Federconsumatori, “gia’ oberate di bollette elettriche gonfiate da oneri di sistema e gravi fiscali superiori al 22,2%, a dover pagare i ritardi del protocollo di Kyoto, con un aggravio sulla bolletta da 30 a 40 euro ogni nucleo famigliare”.
Le due associazioni chiedono l’intervento del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, che e’ anche il presidente pro-tempore del Consiglio Nazionale dei Consumatori ed Utenti (CNCU): “Invece di dare per scontata la ricaduta di ulteriori oneri sulle tasche dei cittadini e di famiglie stremate ed impoverite da politiche economiche che hanno devastato i redditi, con affermazioni di “inevitabili impatti sulle tariffe”, Saglia si adoperi per evitare che, oltre ai danni ambientali subiti dai ritardi, i consumatori subiscano l’ennesima stangatina tariffaria pari a 555 milioni di euro nel 2010, che diverranno 840 milioni nel 2012, con un impatto a famiglia pari a 30 euro nel 2010, e destinato a crescere a 40 euro circa nel 2012″.
Sulla stessa linea anche Adiconsum, che per voce del suo presidente, Paolo Landi, non ha dubbi: “I consumatori non possono essere responsabili per il mancato rispetto del Protocollo, siano le imprese a pagarne i costi”.
Secondo Adiconsum, dunque, le responsabilita’ vanno ricercate in primis tra le imprese, e in secondo luogo nel mancato controllo da parte del Governo. “Erano impegni noti e quindi non sono accettabili giustificazioni, ne’ il costo puo’ essere caricato sui consumatori”, ribadisce l’associazione.
“Siano invece i lauti profitti delle imprese elettriche”, conclude, “a pagare il mancato rispetto del Protocollo. E si attivino con urgenza gli strumenti necessari per evitare il ripetersi di tale situazione l’anno venturo”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it