Il 26 maggio 2009, il Senato ha approvato il disegno di legge d’iniziativa del governo, avente come oggetto ”Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’ nonche’ in materia di processo civile”, il cosiddetto Ddl Sviluppo. Cittadinanzattiva, per mezzo del suo Responsabile Conciliazione, Liliana Ciccarelli, commenta cosi’ il testo: ”Spulciando i 72 articoli troviamo diversi riferimenti alla conciliazione, di particolare interesse l’art. 30 e l’art. 60. Il primo prevede la possibilita’ per l’utente di servizi pubblici o di pubblica utilita’, di promuovere, in caso di lesione dei propri diritti, la risoluzione extragiudiziale delle controversie. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che erogano tali servizi dovranno recepire uno schema tipo di procedura conciliativa entro sei mesi dalla entrata in vigore della legge”.
”Ci sono almeno due motivi per i quali pensiamo che questo tema vada seguito con attenzione – prosegue Cittadinanzattiva – Quale schema tipo suggerire per la procedura conciliativa? Ci piacerebbe che si tenesse conto dell’esperienza maturata dalle associazioni di consumatori che ha prodotto 20 protocolli nazionali di conciliazione paritetica svolgendo nel solo 2008 circa 26.000 conciliazioni: e’ uno schema che ha funzionato, migliorabile ma comunque da prendere in seria considerazione”.
”In secondo luogo – continua la Ciccarelli – mi chiedo a quale livello si gioca la partita della conciliazione? Sempre piu’ a livello locale come avviene per tutti gli strumenti e le politiche elaborate negli anni per la promozione della partecipazione civica”.
”E’ troppo presto per dare una valutazione puntuale su tali testi ancora fermi ai principi cardine – dice ancora la Ciccarelli – quello che tuttavia Cittadinanzattiva rileva e’ il rischio di condurre a logiche e competenze giudiziali la pratica della conciliazione, e il mancato riconoscimento delle forme atipiche di conciliazione in particolare in materia di consumo. Dal nostro punto di vista, invece, sarebbe importante valorizzare gli sforzi dei centri civici di conciliazione che si impegnano nella gestione del conflitto facendo leva su un ricco patrimonio di competenza civica”.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





