Si aggira attorno ai 125,8 miliardi di euro l’ammontare delle imposte sottratte all’erario nel 2008 in Italia. L’imponibile evaso nel 2008 sarebbe invece pari 331 miliardi di euro l’anno. E’ questa la stima calcolata da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani – elaborando dati ministeriali, dell’Istat, della Banca d’Italia e dello Sportello del Contribuente.
Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate dallo studio: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle societa’ di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
L’economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di 125,8 miliardi di euro l’anno. I lavoratori in nero sono circa 2,2 milioni di persone. Di questi 850mila sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 30 miliardi di euro solo per il lavoro.
Continuano a sorprendere in negativo poi i dati riguardanti l’economia criminale. Le grandi organizzazioni mafiose gestiscono un giro di affari non contabilizzato che si attesta sui 120 miliardi di euro l’anno con un’imposta evasa di 40 miliardi di euro.
Il 79% delle societa’ di capitali, escluse le grandi imprese, dichiara redditi negativi (52%) o inferiori ai 10 mila euro (27%). Per le societa’ di capitali si stima un’evasione fiscale attorno ai 17 miliardi di euro l’anno.
Sul versante delle grandi imprese, una su tre chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse. In testa nel 2008, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Campania, con +9,4%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,1% e alla Lombardia +8,9%.

fonte: www.tuttoconsumatori.it