Secondo i dati Istat le vendite dei prodotti alimentari a marzo hanno registrato un calo del 5,6%, e complessivamente le vendite sono scese del 5,2%. Per l’Adoc e’ ”una situazione gravissima, e’ necessario operare un taglio sul costo dei carburanti”.
”Quando cominciano a calare anche le vendite dei prodotti alimentari, significa che siamo arrivati alla frutta – dice Carlo Pileri, il presidente dell’associazione – La diminuzione del potere d’acquisto, come testimoniato anche dall’Ocse, deriva anche dalle forti speculazioni in atto sui carburanti, che si ripercuotono sui prezzi dei prodotti alimentari, di cui la maggior parte vengono trasportati su gomma. Inoltre sul prezzo finale gravano anche tasse tra le piu’ alte d’Europa”.
”Un intervento che potrebbe rilanciare i consumi sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse, che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi – prosegue Pileri – In questo modo il risparmio alla fine dell’anno per il singolo automobilista sarebbe di 180 euro solo per i carburanti. Considerando l’incidenza sugli alimentari, cosi’ potrebbe esserci anche un’ulteriore riduzione del 18% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio a fine 2009 di altri 200 euro circa. Aspettiamo ancora che il governo mantenga la promessa di una riduzione delle accise e del blocco dell’Iva sui carburanti, un intervento sicuramente piu’ utile delle finte convocazioni dei petrolieri per risolvere il problema”.
Per l’Adoc e’ ”grave anche il calo delle vendite del 4,8% della grande distribuzione”, per questo per l’associazione ”e’ urgente convocare un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, che affronti i delicati problemi della difesa dei redditi e del rilancio dei consumi, come gia’ avvenuto durante il precedente governo Berlusconi”.

fonte: www.tuttoconsumatori.it