L’economia italiana e’ nel mezzo di una crisi che sara’ piu’ lunga e profonda di quanto si prevedeva appena pochi mesi fa, a causa soprattutto della scarsa produttivita’ dei fattori produttivi e dei redditi delle famiglie che non crescono. Per uscirne, evitando che la recessione si trasformi in depressione, e’ necessario far ripartire i consumi delle famiglie e facilitare l’accesso al credito per le imprese.
Sono questi i punti salienti della ricerca intitolata ”Note per evitare la depressione (economica): meno fisco per le famiglie, piu’ credito alle imprese”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio e presentata in apertura della decima edizione del Forum di Cernobbio.
La crisi attuale portera’, oltre ad una generalizzata riduzione del prodotto pro capite reale, ad una contrazione dei consumi. Ponendo a confronto i valori del 2010, anno previsto per la lenta uscita dalla recessione, in rapporto a quelli del 2007, i consumi reali pro capite in Italia arretreranno in misura piu’ sensibile rispetto a quelli di altri partner europei: scenderanno dell’1% quest’anno, per risalire dello 0,2% nel 2010.
Secondo Confcommercio ”il nostro Paese perdera’ qualcosa come 10 anni di progresso economico in termini di prodotto per abitante e in termini di consumi”. Quali interventi per rilanciare l’economia? Le proposte sono quelle di ridurre la pressione fiscale con un abbassamento della prima aliquota Irpef dal 23% al 22% e di prevedere benefici agli incapienti e sostegno ai disoccupati: misure che, secondo Confcommercio, avrebbero un costo di 9,8 miliardi di euro che si potrebbe coprire con i risparmi nella spesa pubblica.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





