Via libera del Senato alla nuova formulazione della Class action. L’Aula di Palazzo Madama ha, infatti, approvato ieri l’articolo 30-bis del disegno di legge sullo Sviluppo che riscrive la disciplina sulle azioni risarcitorie collettive rispetto a come era prevista in origine dalla Finanziaria 2008.
La Class action sara’ applicabile ”agli illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore” del provvedimento. L’aula ha approvato anche un emendamento presentato dal senatore Alberto Balboni (Pdl) che ha cancellato la parziale retroattivita’ da luglio 2008 della Class action, inserita nella versione originale dell’articolo 30-bis.
Il provvedimento stabilisce che i diritti individuali dei consumatori sono ”tutelabili anche attraverso l’azione di classe”. Ciascun componente della classe dovra’ pero’ agire per ottenere la condanna al risarcimento.
Il ddl Sviluppo sara’ licenziato dal Senato entro domani mattina, e poi dovra’ tornare in terza lettura alla Camera la prossima settimana.
Come funziona
Il ddl Sviluppo prevede che i consumatori, al momento di aderire alla Class action, debbano depositare la ”documentazione probatoria” in tribunale. L’adesione comporta la rinuncia a ogni azione risarcitoria individuale.
Alla prima udienza il tribunale decide con una ordinanza sull’ammissibilit





