Aumentano i passeggeri di Alitalia, ma anche i ritardi. Un mese fa la compagnia stimava nell’80% i voli in orario (entro i 15 minuti dall’orario) poco meno della media Ue. Ora per Enac siamo al 73% – la vecchia Alitalia un anno fa era all’85% – con un aumento delle cancellazioni. Le cause? Diverse. C’e’ l’ovvio rodaggio per un management nuovo in un mondo complesso. Ci sono le difficolta’ d’integrazione tra Alitalia ed Air One. C’e’ un’organizzazione da mettere a punto: i servizi di pulizia, esternalizzati da poco, sono tra le principali cause di ritardo di queste settimane. Gli scioperi bianchi dei dipendenti – specie della manutenzione – hanno generato altri disagi, ritardando la consegna di aerei in revisione. Poi c’e’ il nodo degli equipaggi ridotti all’osso: quando i passeggeri sono piu’ del previsto e’ necessario rafforzare in extremis l’equipe di assistenti di volo, con inevitabili attese. Ognuno di questi problemi ha un effetto domino sull’intero operativo: un singolo aereo non pronto, un pilota in ritardo o persino una cabina sporca bastano a mandare in tilt tutto il sistema Alitalia creando i disservizi di questi giorni. Piu’ difficile e’ trovare una spiegazione per le cancellazioni. Quella ufficiale e’ quasi sempre la ”mancanza d’equipaggio”. Ma il tam tam del settore fa notare come gli aerei ”saltati” coincidano quasi sempre con quelli destinati a partire semivuoti. ”Noi vigiliamo sulla situazione e se troveremo irregolarita’ partiranno le sanzioni. Ma per ora mi pare che il numero dei voli eliminati o in ritardo sia nella norma”, assicura Vito Riggio, il presidente dell’Enac.
fonte: www.tuttoconsumatori.it





