In barba ai divieti in vigore, l’80% delle discoteche italiane vende alcolici ai propri clienti anche dopo le due di notte. E il 50% retrodata l’orario della cassa come escamotage per non incappare in sanzioni, nei rari casi in cui viene rilasciato uno scontrino fiscale. La denuncia arriva dal Codacons, che ha inviato i suoi ispettori in circa 80 locali da ballo sparsi in tutto il Paese, rilevando una situazione quasi totalmente illegale. ”E’ come per le cinture di sicurezza o per il casco qualche tempo fa – ha detto Carlo Rienzi, presidente del Codacons, illustrando oggi a Roma i risultati delle ‘incursioni’ nelle discoteche di varie citta’ e localita’ di villeggiatura italiane – cioe’ quasi nessuno rispetta i divieti vigenti. Questo mette in pericolo i giovani: nel 2007 ci sono state 1.752 vittime fra i 18 e i 34 anni d’eta’ in incidenti stradali causati da abuso di sostanze alcoliche. Noi siamo contro i divieti, le ordinanze, ma vorremmo una sana minima repressione dei comportamenti dei gestori di questi luoghi di svago, cui in fondo i ragazzi vengono affidati”.
Durante la conferenza stampa oggi alla Camera e’ stato proiettato un video che testimonia come i gestori di vari locali non si facciano problemi a vendere bottiglie di birra, superalcolici e vino a giovani clienti della notte. Alle 2.50 a Roma, nella zona di Trastevere, ad esempio, e’ fra i gesti piu’ normali del mondo somministrare un giro di ‘shot’ (bicchierino di alcolici da mandare giu’ tutto d’un fiato) a cinque giovani, muniti pero’ di telecamere nascoste per filmare la scena. Il Codacons, che proseguira’ il monitoraggio anche nei prossimi mesi, ha gia’ presentato esposti ai Nas e alle Procure di Roma e di Bologna, con i nomi dei locali inadempienti. ”I gestori dei locali non vogliono prendersi responsabilit
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